UN SUSSULTO D'ORGOGLIO

 

Mi domando perché i sedicenti democratici si ostinino, in occasione delle elezioni amministrative, a voler fare le primarie di coalizione: l'unico motivo plausibile è dettato dal tentativo di estorcere la maggior quantità possibile di denaro ai gonzi che si recano a votare credendo di scegliere liberamente; intanto, poi - nonostante abbia preventivamente firmato l'impegno a sostenere il programma del candidato vincitore della pagliacciata in questione - lo stesso partito si fa forte del fatto di risultare la formazione più votata per imporre a tutti i suoi voleri.
Un esempio chiaro e lampante è ciò che sta accadendo a Genova; qui il primo cittadino è espressione di Sinistra Ecologia e Libertà, ma il Markese non riesce - ammesso che si sforzi per tentare - ad imporre il proprio programma: questo soprattutto a causa del fatto di aver messo insieme una Giunta totalmente sbilanciata a destra, con l'esclusione dagli assessorati di qualunque timida traccia di 'sinistra'.
I sedicenti democratici spadroneggiano da più di un anno - da quando cioé si è insediato il governo cittadino - imponendo i loro voleri su qualunque tema si affronti; tutto questo sempre per colpa del nobiluomo, che ha inserito una sovrabbondanza di governanti del Partito (sedicente) Democratico per poter fare entrare in Consiglio comunale il terzo dei non eletti tra questi, il 'signor' Simone Farello, successivamente nominato dai suoi accoliti capogruppo.
D'altra parte mica si poteva mandarlo a lavorare: essendo egli un essere senza né arte né parte non avrebbe mai trovato un'occupazione onesta, e si sarebbe presto ridotto a fare la questua davanti ad una chiesa, peraltro racimolando certamente più sputi ed insulti che monetine.
D'altra parte, però, a forza di tirare la corda, i liberal-clericali sono riusciti a risvegliare i consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà, Lista Doria, e Federazione della Sinistra: un po' tardi, ma sempre meglio che mai; resta da vedere se il sussulto d'orgoglio che questi 'signori' hanno avuto rifiutandosi di continuare ad avallare i diktat dei sedicenti democratici arriverà al punto di rottura, portando alla fine anticipata della legislatura.
Certo: a voler dare troppo spago alle pretese dei sedicenti democratici si rischia che, nel momento in cui la misura sarà colma, questi reagiscano alla loro maniera; secondo una prassi consolidata dal 1998 - quando il governo del Mortadella fu cacciato per mano di Lambertow Toad (l'equivalente inglese del termine Rospo) Dini, ma la colpa fu abilmente fatta ricadere tutta sulle spalle dell'(in)Fausto - i democristiani potrebbero decidere di far cadere la Giunta del Markese, addossando poi la colpa alla falsa sinistra della coalizione che "irresponsabilmente ha scelto di non continuare a subire in silenzio", e rifiutare qualunque forma di ulteriore apparentamento alle future elezioni.

 

Genova, 28 luglio 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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